ANELLO N. 5

MULINO BALDRACCA - S. MARTINO A SCOPETO - MONTAUTO - TAMBURINO - BARBIANA - PADULIO - MULINO BALDRACCA

 

- Percorso  facile nel  primo tratto,  sentiero fra bosco da Tamburino a le Casacce. Belle vedute della valle mugellana con scorci suggestivi sulle colline intorno a Dicomano.

- ORE: 4,00.

- ACCESSO: Mulino Baldracca.

- DISLIVELLO: 600 m.

- CARTE: I.G.M.: Dicomano.

 

                Da Vicchio (165 m.) (1) si prende la strada per SAGGINALE, sulla riva destra della Sieve, e un chilometro circa oltre PONTE A VICCHIO (2), si prende a sinistra la strada per S. MARTINO A SCOPETO. Oltrepassato il Torrente Rimaggio, dopo alcuni tornanti giungiamo a CASE BOCCAGNELLO.   Al termine delle mura che cingono il parco della villa (3) lasciamo la strada asfaltata, subito dopo una casa colonica e scendiamo a destra per una strada sterrata che  conduce al ripiano alluvionale del Torrente Rimaggio; sui due lati è presente una recinzione in filo spinato che delimita un'area per addestramento cani. Dopo poco giungiamo ad un cancello metallico oltre il quale la strada costeggia un  bosco ceduo di quercia e seminativi in abbandono.

                Raggiunto il casolare, al margine del torrente,  tenendoci sulla destra  oltrepassiamo  dei prati-pascoli cespugliati iniziando a salire lungo il versante.   Il sentiero segue a tratti una vecchia strada campestre.

                Giungiamo ad  un cancello metallico  che oltrepassiamo, scartiamo a destra il sentiero che scende al torrente e a sinistra  quello che risale a mezza costa, proseguendo invece verso monte per una viottola di campagna si entra in coltivi promiscui (viti e olivi) fino a giungere  in vista della Chiesa di S. MARTINO A SCOPETO  (4).  In corrispondenza di un ristagno di acqua con delle canne, il sentiero risale ripidamente verso la strada asfaltata, e vi si immette presso la case coloniche di S. BIAGIO (5). E' visibile in questo punto un bel panorama su BARBIANA e le pendici settentrionali di MONTE GIOVI.

                Prendendo a destra si oltrepassa il paese di S. MARTINO (400 m.), si discende brevemente e, giunti ad una curva (384 m.), in corrispondenza di un gruppo di cipressi, si abbandona la strada principale sterrata che scende a sinistra verso BRICCIANA,  si scarta a destra la strada  che conduce a delle  case coloniche, sbarrata da un cancello metallico rosso, e si prende invece a salire (CAI 12) per la stradella sterrata che conduce a MONTAUTO.  Nel primo tratto sulla sinistra sono presenti cipressi e pini neri, il terreno è galestroso, con tipiche forme di erosione superficiale.

                Volgendosi a nord-ovest è visibile un panorama su Borgo San Lorenzo. Entriamo in  un bosco ceduo di quercia con alcuni piante di leccio e ginestre.

                Dopo alcuni tornanti scartiamo, sulla sinistra, un sentiero che conduce nel bosco.

                Questo tratto di strada è panoramico: ad est sono visibili i rilievi intorno a Dicomano, ad ovest scorci su BARBIANA, PADULIO e Borgo S. Lorenzo. La strada,  giunti in prossimità di MONTAUTO, percorre un tratto pianeggiante del crinale,  con suggestive panoramiche.

                Giunti a MONTAUTO DI SOTTO (485 m.) (6), si evitano sulla sinistra il viottolo che scende nel campo sottostante e sulla destra sterrata che scende per un percorso alternativo, a CASE PRATO. Oltrepassate le case, scartiamo il sentiero che sulla destra la strada conduce nei campi. Proseguendo verso monte troviamo un secondo gruppo di case, MONTAUTO (567 m.), in bella posizione panoramica.

Si prende a destra per una ventina di metri poi si prosegue  a sinistra per ampia stradella,  si tocca una presa d'acqua e si continua lungo quasi in quota.  A una ampia curva verso sinistra si lascia la stradella, e si taglia verso sinistra, per una valletta erbosa in direzione del vicino POGGIO PANCHE (754 m.).  Qui si piega nettamente a destra (ovest), lungo la cresta di un contrafforte del M. GIOVI, e si esce sulla strada per COLOGNOLE in prossimità di una piazzola.  Prendendo a destra per la strada si è in breve a  TAMBURINO  (7).

                Alla case prendiamo a destra in corrispondenza di un gruppetto di abeti rossi (itinerario 11/B CAI). Il sentiero si mantiene in quota, limitato a destra da una recinzione in filo spinato. Giunti in un castagneto da frutto, limitato sulla destra da un bosco ceduo di castagno, il sentiero inizia a scendere fino ad arrivare ad una selletta, qui scartiamo i due sentieri scendono a mezza costa, a sinistra e a destra del crinale. Dopo pochi metri evitiamo altri due sentieri che scendono repentinamente sui due versanti opposti e ci manteniamo sul crinale.

                Dopo circa 100 m. il sentiero lascia il crinale e scende attraverso un bosco ceduo di castagno, con ripide discese e piccoli terrazzamenti, sino ad incrociare una strada, che percorriamo a sinistra proseguendo verso i prati di  CASACCE. Poco dopo,  in corrispondenza di un ripiano, è presente sulla destra un capanno in  muratura.

                Proseguiamo sulla stradella tralasciando i sentieri minori che da essa diramano a monte e a valle.

                Dopo aver attraversato due fossi, giungiamo in vista delle CASACCE.   Usciamo dal bosco e dopo aver passato una staccionata,  entriamo nei pascoli.  Giunti alle CASACCE (668 m.), scartiamo sulla sinistra il sentiero che risale verso M. GIOVI (itinerario 11 CAI) e scendiamo a valle verso Castello, prendendo una strada sterrata carrabile che nel primo tratto attraversa dei prati-pascoli con  scorti panoramici.

Superati due cancelli, la strada scende sul fianco sinistro della valle; scartiamo sulla sinistra un sentiero che risale a mezza costa e giungiamo dopo poco ad un bivio dove sono presenti un tebernacolo, una sorgente captata ed un capanno ad uso agricolo;  escludiamo la strada a sinistra  per il bosco e proseguiamo lungo il crinale.

                Giunti a Castello (541 m.) (8), dopo le prime case seguiamo il sentiero sulla sinistra (itinerario 11 CAI), evitando la devizione a destra (itinerario 11/A CAI).  La strada  scende attraverso pascoli cespugliati e coltivi, bel panorama su BARBIANA e Vicchio sullo sfondo. Dopo alcuni tornanti si passano delle case ristrutturate e si giunge  ad un incrocio; verso destra si arriva alla chiesa di BARBIANA (9), ove fu parroco Don Milani, (itinerario 11 CAI) e proseguendo invece a sinistra si scende verso PADULIO (411 m.). Superate le case si giunge ad un'antica villa ben ristrutturata, in stile settecentesco. La strada si snoda ora tra coltivi, scendendo lungo il crinale fra il Bosso della BALDRACCA e il Torrente Rimaggio, fino a raggiungere gli impianti di pesca sportiva dei "TRE LAGHI" e successivamente il Mulino di BALDRACCA.

 

(1) PATRIA DEL  BEATO  ANGELICO E  DI  GIOTTO. VICCHIO CONSERVA ANCORA PARTE  DELLE ANTICHE MURA;  SULLA PIAZZA PRINCIPALE SONO LA PIEVE, CON UNA TAVOLA  DEL GHIRLANDAIO, IL PALAZZO PRETRORIO, SEDE COMUNALE E DEL MUSEO CIVICO, ED AL CENTRO IL MONUMENTO A GIOTTO.

L 'ATTIVITA' DELLE FORMAZIONI. PARTIGIANE (1944) FU MOLTO INTENSA NEL PAESE E  NELLE CAMPAGNE CIRCOSTANTI.

(2) BEL  PONTE IN PIETRA,  SULLA SIEVE, RICOSTRUITO DOPO LA GUERRA NELLA FORMA ORIGINARIA.

(3) ALL'INTERNO ORATORIO DEDICATO ALLA S.S. CROCE E S. PASQUALE.

(4) DAL XIII  SECOLO E’ STATA PIU' VOLTE TRASFOMATA.  SULL'ALTRO POGGETTO DI FRONTE  ALLA CHIESA RESTANO I RUDERI, DOVE ADESSO E' LA VILLA MANGINI, DI UN CASTELLO DEGLI ADIMARI (1220),  FEUDATARI DELLA ZONA.

(5) L'ORATORIO DI SAN BIAGIO, GIA' NEL SECOLO XVIII  DEI MARCHESI DEGLI ALBIZI.

(6) LA ROCCA DI MONTAUTO, DELLA QUALE RIMANGONO SOLO TRACCE, FU DONATA NEL 1013 DAL VESCOVO ILDEBRANDO ALLA CHIESA DI S. MINIATO AL MONTE; PASSATA NEL XIII SEC. AGLI ADIMARI NON VENNE CONSEGNATA ALLA REPUBBLICA FIORENTINA (1320).

(7) GRUPPO DI VECCHI  ED INTERESSANTI CASOLARI  IL PIETRA ORA PARZIALMENTE RISTRUTTURATI.

LA STRADA CHE PORTA ALLA S.S. 67 TOCCA INTERESSANTI LOCALITA': VICOFERALDI, CINTOIA E COLOGNOLE.

(8) IL "CASTELLO" CHE VI SORGEVA, PROBABILMENTE COSTRUITO DAI CONTI GUIDI, NEL 1353 ERA UN POSSESSO DEI VESCOVI FIORENTINI, CHE VI CREARONO UN CONVALESCENZIARIO DELL'OSPEDALE DI SANTA MARIA NUOVA, COME RISULTA DA DUE LAPIDI ESTERNE MOLTO DETERIORATE. ALCUNE INTERESSANTI STRUTTURE MEDIOEVALI, UN ARCO GOTICO E UNA FINESTRELLA ROMANICA, SONO ANCORA VISIBILI.

(9) IL CASTELLO O CASTELLACCIO DI  BARBIANA, POCO A MONTE DELL'ATTUALE CHIESA, ERA NEL 1353 UN POSSESSO DEI VESCOVI FIORENTINI.

    LA CHIESA DI  SANT'ANDREA IN BARBIANA,  CHE CONSERVA UN AFFRESCO IN STILE GIOTTESCO ED UN BEL CAMPANILE,  FU CONSACRATA NEL 1568.   NEL VICINO CIMITERO, LA TOMBA DI DON LORENZO MILANI.