POLCANTO - SAN PIERO A SIEVE (6 ore)

POLCANTO - MONTE/SENARIO - BADIA  DI BUONSOLLAZZO (2 CAI, 00 CAI)

 

- Interessante percorso,  tutto fra castagneti,  con qualche difficoltà  di individuazione nella prima parte; panoramico e senza difficoltà nella seconda.

- ORE: 2,00-2,15

- DISLIVELLO: 450 m.

- ACCESSI: Polcanto, Monte-Senario.

- CARTE I.G.M.: Monte-Senario.

 

                POLCANTO (386 M. è un paesetto di media collina, meta di villeggianti estivi; la chiesa, dedicata a S. Donato, risale al 1428,e nei pressi dell'abitato si trovano alcune rovine del Castello ubaldino della Pila, di particolare interesse anche il Palazzo Scalandroni, del XVI sec. Dalla Statale FAENTINA, che attraversa il paese, si prende a sinistra la strada per Vaglia; dopo circa 400 m. si raggiunge il piccolo cimitero (464 m.), presso il quale si può lasciare l'auto.

                Attraversata la strada,  occorre passare a sinistra di una zona recintata, che occupa, interrompendolo, il tracciato iniziale della vecchia mulattiera ed imboccare, poco sotto, un sentiero che si inoltra nei castagneti (itinerario 2 CAI).

                Al primo bivio, si sale verso destra. Poco sopra, si incontrano tre successive brevissime varianti. Alla terza occorre prendere il ramo di  destra e lasciarlo, prima della ricongiunzione, per entrare, sempre a destra, nel castagneto. Il sentiero prosegue e termina presso alcune postazioni di caccia; occorre far attenzione,  essendo il bivio poco evidente, al punto ove cessano i segnavia sul sentiero.

                Un  breve tratto successivo è  stato di recente oggetto di tagli boschivi, occorre perciò mantenere all'incirca la direzione di sud-ovest seguendo i segnavia fra i polloni, fino a ritrovare la vecchia mulattiera che, fra castagneti d'alto fusto, sale poi fino al crinale, uscendo su una larga pista. (Chi compie il percorso inverso, localizzi il punto di uscita dalla pista presso una secca curva, circa 200 m. oltre il ripetitore).

                Si sale a destra, per la pista, oltrepassando un ripetitore, e si segue poi a lungo il crinale con bellissimo panorama. Quando, di fronte, appare il convento M. SENARIO (815 m.), si lascia a destra l’itinerario 2 CAI e si scende, attraversando un'abetina, alla vecchia stradella di accesso al convento stesso, di fronte al piccolo cimitero (il nome M. SENARIO deriva, probabilmente, dalle sei piccole alture circostanti.  Ad ovest del Santuario,  una croce di ferro, alta 18 m. eretta nel 1935 e ricostruita nel 1984. All'inizio della pendice nord si trovano le grotte abitate dai sette  Santi Fondatori.   Il monastero fu fondato  nel 1234. La chiesa, eretta attorno al 1400, è stata rifatta nel 1594).

                Scendendo lungo il viale interno si arriva di fronte ad un cancello, aggirabile per il passaggio laterale, il prossimità del parcheggio. La carrareccia attraversa ampi castagneti e, trascurando una stradella sulla destra, oltrepassa, tenendosi sulla sinistra, una radura contornata da pini. Si giunge al pianoro del GIOGO (763 m.), dove si lascia una pista a destra; dopo circa 200 m. si trascurano due piste di esbosco sulla destra, proseguendo per un'ampia carrareccia attraverso bei castagneti e con un bel panorama verso sud.

                Si  arriva così al VALICO DELLA  PORTICCIOLA (687 m.) presso una croce in legno, dove sulla destra scende nel bosco una mulattiera senza sfondo e sulla sinistra arriva  l’itinerario 20 CAI.  Si prosegue entrando nel castagneto e si scende poi per uno stretto sentiero poco marcato verso, le fine fra prati, a destra, e il bosco a sinistra. Sempre lungo l'esatta linea di cresta si arriva poco sopra la CASA RONCUCCIO, bel casolare contornato da cipressi e si  prende  a sinistra una  via vicinale che porta a CASE SODERA. Si continua a scendere, per sentiero, fino ad incrociare la strada asfaltata in prossimità della BADIA DI BUONSOLLAZZO (541 m.) (1).

 

(1) DI ORIGINE ANTERIORE AL 1000, FU PRIMA DEI BENEDETTINI, POI DEI CISTERCENSI.

L'ATTUALE COSTRUZIONE  E' MOLTO RIDOTTA E MODIFICATA  RISPETTO ALL’ORIGINALE: RESTAURATA NEL 1705 DA COSIMO III DE' MEDICI, FU TENUTA, FINO ALLA CHIUSURA DEL CONVENTO DEI  CAMALDOLENSI.